Come curare il reflusso gastroesofageo

3 modi per curare il reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo, conosciuto comunemente come reflusso di stomaco, è un disturbo che consiste nella risalita dell’acido e della bile dallo stomaco nella parte superiore dell’esofago; questa problematica può accadere più o meno frequentemente a seconda della gravità del problema.

Quando si soffre di reflusso esofageo la persona percepisce una forte acidità nei pressi della gola. Le sembra che il contenuto del suo stomaco sia a un passo dal riversarsi al di fuori dalla gola. A tutto ciò si aggiungono anche altri problemi, come acidità, bruciore di stomaco e rigurgito: questi sono tutti segnali che indicano la presenza di un problema di reflusso gastroesofageo.

La sensazione di reflusso potrebbe trattarsi di un problema passeggero che tende a scomparire nell’arco di pochissimi minuti ma potrebbe trattarsi di una problematica più grave, ripresentandosi anche più volte nell’arco della stessa giornata.

Questo problema tende a manifestarsi più frequentemente soprattutto nel periodo in cui si mangiano dei cibi particolarmente calorici, ad alto contenuto di grassi o di zuccheri, ma non è raro che si manifesti anche negli altri periodi: per esempio, non è raro soffrire del reflusso di stomaco anche quando si sta a riposo.

Per giunta, il reflusso gastroesofageo potrebbe avere delle complicanze anche abbastanza gravi: ad esempio, la frequente risalita nell’esofago dell’acido cloridrico e della bile contenuti nello stomaco potrebbe danneggiare la parte bassa della gola causando ulcere e rendendo difficile e doloroso il passaggio del cibo.

Nei casi più lievi il problema si risolve autonomamente cambiando alimentazione e stile di vita mentre in quelli più gravi il cambio del regime alimentare non è sufficiente a risolvere il problema. Per queste casistiche è risolutivo integrare al cambio di regime alimentare altri prodotti che possono aiutare a risolvere questo fastidiosa problematica.

Ciò che bisogna capire è che si tratta di un atto del tutto involontario, che avviene incoscientemente: non si è in grado di controllarlo oppure di prevederlo. Certo, considerando il fatto che si tratta di un problema abbastanza frequente, si potrebbe comunque pensare di essere in grado di capire quando questo problema si potrebbe manifestare, ma dato che a tale processo non prende parte la muscolatura addominale o quella gastrica ciò non è possibile: la risalita avviene in maniera involontaria, senza che la persona sia in grado di contrastare la risalita dell’acido dello stomaco.

D’altro canto, bisogna anche capire che il reflusso gastroesofageo è un fenomeno normale e naturale entro alcuni limiti. Il problema, infatti, non è la manifestazione di questo fenomeno ma è la sua occorrenza troppo frequente e imprevedibile a rappresentare un problema.

Per esempio, è del tutto naturale che dopo un abbondante piatto di pasta ci sia una certa quantità di acido che risale nell’esofago. Non vi è alcunché d’imprevedibile in ciò, né qualcosa di anormale: si tratta di una quantità limitata che risale con una frequenza particolarmente rara, nei casi patologici, invece, il reflusso gastrico si verifica non solo più frequentemente – in alcuni casi anche lontano dai pasti – ma anche in maggiore quantità. Tanto che la persona percepisce quella quantità di acido a livello della gola, come detto prima.

Infine, bisogna capire che il reflusso dallo stomaco non rappresenta unicamente un problema fisico, ma anche psicologico, in quanto la sensazione di bruciore nella gola rappresenta un costante fastidio. Si potrebbe, per esempio, percepire questo genere di sensazioni anche durante le ore lavorative e in alcuni casi l’acido si potrebbe anche riversare al di fuori dalla bocca.

I sintomi del reflusso gastroesofageo: ecco come riconoscere il problema

Reflusso gastroesofageo

Quando si cerca di capire se si è afflitti dal reflusso gastroesofageo si potrebbe innanzitutto considerare la presenza di alcuni sintomi peculiari.

In primo luogo parliamo della sensazione di pirosi, ossia quella sensazione di bruciore al livello delle parti basse della gola e della zona retrosternale, che diventerebbe costante e frequente se la patologia non venisse curata adeguatamente. A ciò si potrebbe aggiungere anche la sensazione di rigurgito, il ritorno in gola del succo dello stomaco, acido, in grado di causare un forte fastidio e la salivazione eccessiva e il dolore toracico.

Vi sono poi dei sintomi meno comuni, “atipici”, tra essi troviamo la difficoltà di deglutizione, il vomito, il gonfiore gastrico, la presenza della nausea, il singhiozzo, ma anche la tosse cronica, la voce rauca, l’asma, le laringiti e molto altro ancora. Infatti la presenza di un fenomeno come la risalita dell’acido gastrico potrebbe nel tempo influire negativamente su tutta una serie di sistemi, come quello bronco-polmonare od oro-faringeo, causando dei problemi correlati largamente diffusi nell’organismo.

Come per i sintomi principali, anche quelli atipici possono presentarsi in maniera continuativa nell’arco della stessa giornata, oppure manifestarsi in maniera intermittente. Per esempio, il reflusso potrebbe presentarsi subito dopo i pasti, durante l’arco della notte, al risveglio di mattina oppure anche in caso di assunzione di alcune particolari posizioni, come quando ci si piega in avanti oppure in basso, oppure quando si abbassa la testa per allacciare le scarpe.

Allo stesso modo non ci si può dimenticare di un altro sintomo particolare, che viene spesso ignorato: l’odore cattivo dalla bocca. A causa del cambia del pH nel cavo orale, viene modificata la percezione dell’odore nella bocca e a percepirlo non è solo la persona stessa, bensì anche gli altri, coloro che avranno la possibilità parlare con la persona. Per tutti questi motivi occorre intervenire il prima possibile per riuscire a eliminare il problema alla radice. E per farlo non si può fare a meno di soffermarsi sulle cause.

Il reflusso dello stomaco: quali sono le cause?

La causa principale del reflusso gatroesofageo è il malfunzionamento del Cardias, ossia la valvola che divide stomaco ed esofago. Questa valvola regola il passaggio del bolo alimentare, chiudendosi dopo che il bolo passa allo stomaco. Se c’è un malfunzionamento del Cardias, come una diminuzione del tono o una condizione che determina un aumento della pressione gastrica come l’obesità, non solo il cibo ma anche gli acidi gastrici possono semplicemente risalire causando gli altri sintomi e problemi.

A queste cause se ne aggiungono anche altre come l’assunzione di farmaci (antidolorifici, sedativi, antidepressivi, anestetici o i farmaci gastrolesivi, come gli antinfiammatori) o i movimenti peristaltici esofagei, che non sono propriamente correlati all’atto della deglutizione. Basta ricordarsi di effetti come la stimolazione faringea o la distensione gastrica. così come le contrazioni muscolari involontarie, che sono in grado a favorire il movimento del cibo dalla bocca all’intestino oppure in senso inverso.

Tra le altre cause in grado di far scaturire il reflusso stomaco spicca anche la presenza di un’ernia nello stomaco, verso la parte toracica, oppure il rallentato svuotamento gastrico. Per esempio, se il cibo permanesse nello stomaco per troppo tempo, si avrebbe una maggiore probabilità che il cibo risalga.

A queste si aggiungono le scorrette abitudini alimentari come alcol, cibi troppo grassi, caffeina; poi gravidanza, problemi di sovrappeso oppure di obesità, lo stress, l’abitudine al fumo ma anche abiti troppo stressi.

I medici ipotizzano anche che vi possano essere tratti di familiarità o predisposizione genetica al reflusso esofageo.

Prima di rivolgersi ai farmaci è possibile provare con prodotti naturali a base di piante ma in ogni caso è sempre consigliato chiedere un parere al proprio medico, in modo da capire meglio come agire e cosa fare.

Il reflusso dello stomaco: ecco come curarlo

Prima ancora di prendere in considerazione l’idea di utilizzare farmaci, si potrebbe valutare la possibilità di cambiare il proprio stile di vita.

Per esempio, si potrebbe seguire un regime di alimentazione più sano e incentrato ad apportare i benefici all’organimo, così come si potrebbe smettere di abusare dell’alcol, smettere di fumare, abolire il caffè o non mangiare troppo per non mettere in difficoltà la digestione (in questo punto rientrerebbe l’idea di mangiare pasti più piccoli, ma anche più frequentemente).

Un altro accorgimento che si può adottare per evitare la manifestazione del reflusso dello stomaco è non indossare abiti molto stretti, praticare le tecniche di rilassamento e dormire con la testa leggermente sollevata.

É possibile poi utilizzare prodotti naturali come erbe, estratti fluidi o tisane a base di malva il cui contenuto di polisaccaridi, mucillagini e pectine a contatto con l’acqua formano un gel che aderisce fortemente alla mucosa e che idrata e lenisce le irritazioni causate dall’aggressione degli acidi gastrici in caso di reflusso gastroesofageo o a base di fico, le cui gemme vengono tradizionalmente impiegate in erboristeria per la loro attività regolatrice della motilità gastrointestinale e della secrezione di succhi gastrici.

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